La Galleria Marcolini nasce nel 2014 da un’idea di Federica e Roberto Farneti. Nasce a Forlì e prende il nome dalla strada, via Francesco Marcolini, vicino ai Musei San Domenico. Nasce anche grazie all’interesse e alle sollecitazioni di amici, muse e maestri che continuano a illuminarci il cammino. Sarà grazie a loro che la galleria potrà vedere e pensare in un percorso che integra, attraverso collaborazioni e un lavoro di progettazione condivisa, la visione dei fondatori con l’azione di attori istituzionali come i Musei cittadini. Le pratiche maggiormente rappresentate nel nostro lavoro sono la pittura e la fotografia, ma questo lavoro si ispira ad una visione integrata della produzione artistica, che non conosce protocolli rigidi e vive invece di prestiti e contaminazioni da linguaggi prossimi e lontani.

Un’attenzione prevalente è per i grandi temi della natura e del paesaggio, ma si tratta di canoni che il contemporaneo decostruisce attraverso pratiche ironiche e sovversioni. In realtà a partire dalla primavera del 2018 ha preso forma una nuova modalità espressiva, il Mottenwelt, il “mondo di tarme” citato da Goethe nel Faust, ovverosia una certa idea di sistema domestico codificata nella letteratura e nel cinema. Mottenwelt diverrà pertanto il nome di una mostra ricorrente, idealmente una all’anno, con artisti ogni volta diversi, il cui obiettivo è indagare gli strati di senso che compongono l’interno domestico e i ruoli famigliari.

Questa attenzione per la dimensione domestico è consustanziale alla nascita di un nuovo spazio e di un nuovo progetto. Alti Piani ha inaugurato il 16 maggio 2018 a Bolzano e si articola su due appartamenti di un palazzo storico del centro. Tre volte l’anno Roberto Farneti e Stefano Riba con Claudia Polizzi aprono le porte dei loro appartamenti nei piani alti del palazzo per ospitare mostre di arte contemporanea.

Cerchiamo sempre di coinvolgere nella costruzione dei progetti autori non organici al sistema dell’arte contemporanea in questo spirito di ibridazione e di attraversamento dei confini: il filosofo Christoph Menke (Francoforte), il teorico politico Anthony Pagden (UCLA), l’antropologa Giulia Sissa (UCLA), e l’italianista Pierpaolo Antonello (Cambridge) hanno offerto in diverse occasioni il loro sguardo sugli artisti e sui progetti scrivendo testi che sono rimasti nella memoria della galleria.

Gli artisti con cui lavoriamo sono anche emergenti, in alcuni casi più affermati, ma l’obiettivo del nostro lavoro è quello di uscire dai confini di questo spazio e raggiungere una dimensione internazionale. Il linguaggio della galleria è quello dell’arte contemporanea, di cui si è detto questo: “questa roba potrà anche non piacervi, ma non potrete essere protagonisti di questo tempo senza conoscerla” (Pier Luigi Siena).

Galleria Marcolini emerged in 2014 from an idea of Federica and Roberto Farneti. Born in Forlì, it takes the name of the street in which it is located, via Francesco Marcolini, and stands just a few steps from the San Domenico Museum. The gallery also owes its existence to the interest and urging of friends, muses and mentors who will continue to enlighten the road ahead. It will be thanks to them that the gallery will see and think, in a path that integrates, through shared projects, the vision of the founders with the action of institutions such as the local Museums. Painting and photography are the mostly represented practices; our work, though, is inspired by an integrated vision of the artistic production, not confined within rigid protocols, that feeds on borrowings from, and contamination with, other discourses.

Our main focus is on the great themes of landscape and nature, but these are canons that contemporary culture deconstructed through ironic practices and subversions. However, since Spring 2018, a new form of expression was experimented, namely, the Mottenwelt, the “world of moths” cited by Goethe in the Faust, that is, the domestic system codified in literature and cinema. Mottenwelt is therefore the name of a recurrent show, possibly once a year and each time with different artists, with the aim to investigate the layers of meaning that make up domestic interiors and family roles.

This focus on the domestic dimension is consistent with the creation of a new space and a new project. Alti Piani opened on May 16, 2018 in Bolzano and is spread out over two apartments in an historical building of the town centre. Three times per year Roberto Farneti and Stefano Riba with Claudia Polizzi open the doors of their apartments in the high floors of the building to host exhibitions of contemporary art.

We seek to engage in our projects people foreign to the system of contemporary art in a spirit of hybridization and cross-contamination: philosopher Christoph Menke (Frankfurt), political theorist Anthony Pagden (UCLA), anthropologist Giulia Sissa (UCLA), and literary critic Pierpaolo Antonello (Cambridge) have offered insights on the artists and the projects, writing texts that have sedimented in the memory of the gallery.

A number of represented artists are at an early-stage in their career, others are more mature and renowned, but our overall objective is to escape the bounds of our space and gain an international outlook. The gallery’s language is contemporary art, of which has been said: “one may not like this stuff, but one cannot be a participant in our times without experiencing it” (Pier Luigi Siena).