La Galleria Marcolini nasce nel 2014 da un’idea di Federica e Roberto Farneti. Nasce a Forlì e prende il nome dalla strada, via Francesco Marcolini, vicino ai Musei San Domenico.
Le foto che scorrono sul sito, tra una mostra e l’altra, sono state scattate nell’Ottobre del 2012, nei giorni in cui iniziava la ristrutturazione dell’immobile. Quelle immagini sono una piccola memoria storica che la galleria continuerà a ricordare fino a quando il trauma dell’inizio, della sua nascita, non sarà risolto (e saranno rimossi ferro e macerie) e la galleria avrà nuovi occhi e un nuovo immaginario. La galleria nasce anche grazie all’interesse e alle sollecitazioni di amici, muse e maestri che continueranno (ci piacerebbe) a illuminarci il cammino. Sarà grazie a loro che la galleria potrà vedere e pensare.
Silvia Cirelli ha curato le prime due mostre (programmazione dicembre 2014 – maggio 2015). il linguaggio della galleria è quello dell’arte contemporanea, di cui si è detto questo: “questa roba potrà anche non piacervi, ma non potrete essere protagonisti di questo tempo senza conoscerla” (Pier Luigi Siena)

Galleria Marcolini emerged in 2014 from an idea of Federica and Roberto Farneti. Born in Forlì, it takes the name of the street in which it is located, via Francesco Marcolini, and stands just a few steps from the San Domenico Museum.
The photographs, which stream on the website in between exhibitions, were taken in October 2012 when the restoration of the building commenced. The images are a small historical reminder that the gallery will continue to recall until the initial trauma of its birth is resolved –the iron and debris removed –and the gallery acquires new eyes and a new image. The gallery also owes its existence to the interest and urging of friends, muses and teachers who will continue (we hope) to enlighten the road ahead. It will be thanks to them that the gallery will see and think.
Silvia Cirelli curated the first two exhibitions (December 2014 – May 2015). The gallery’s language is contemporary art, of which has been said: “one may not like this stuff, but one cannot be a participant in our times without experiencing it” (Pier Luigi Siena).