La Galleria Marcolini nasce nel 2014 da un’idea di Federica e Roberto  Farneti. Nasce a Forlì e prende il nome dalla strada, via Francesco  Marcolini, vicino ai Musei San Domenico. Nasce anche grazie  all’interesse e alle sollecitazioni di amici, muse e maestri che  continuano a illuminarci il cammino. Sarà grazie a loro che la galleria  potrà vedere e pensare in un percorso che integra, attraverso  collaborazioni e un lavoro di progettazione condivisa, la visione dei  fondatori con l’azione di attori istituzionali come i Musei cittadini e  la Fondazione Dino Zoli Arte Contemporanei. Le pratiche maggiormente  rappresentate nel nostro lavoro sono la pittura e la fotografia, ma  questo lavoro si ispira ad una visione integrata della produzione  artistica, che non conosce protocolli rigidi e vive invece di prestiti e  contaminazioni da linguaggi prossimi e lontani. Cerchiamo sempre di  coinvolgere nella costruzione dei progetti autori non organici al  sistema dell’arte contemporanea in questo spirito di ibridazione e di  attraversamento dei confini: il filosofo Christoph Menke (Francoforte),  il teorico politico Anthony Pagden (UCLA), l’antropologa Giulia Sissa  (UCLA), e l’italianista Pierpaolo Antonello (Cambridge) hanno offerto in  diverse occasioni il loro sguardo sugli artisti e sui progetti scrivendo  testi che sono rimasti nella memoria della galleria.

Un’attenzione prevalente è per i grandi temi della natura e del  paesaggio, ma si tratta di canoni che il contemporaneo decostruisce  attraverso pratiche ironiche, sovversioni e fraintendimenti voluti. Gli  artisti con cui lavoriamo sono anche emergenti, in alcuni casi più  affermati, ma l’obiettivo del nostro lavoro è quello di uscire dai  confini di questo spazio e raggiungere una dimensione internazionale. Il  linguaggio della galleria è quello dell’arte contemporanea, di cui si è  detto questo: “questa roba potrà anche non piacervi, ma non potrete  essere protagonisti di questo tempo senza conoscerla” (Pier Luigi Siena)

Galleria Marcolini emerged in 2014 from an idea of Federica and Roberto  Farneti. Born in Forlì, it takes the name of the street in which it is  located, via Francesco Marcolini, and stands just a few steps from the  San Domenico Museum. The gallery also owes its existence to the interest  and urging of friends, muses and teachers who will continue to enlighten  the road ahead. It will be thanks to them that the gallery will see and  think, in a path that integrates, through shared projects, the vision of  the founders with the action of institutions such as the local Museums  and the Dino Zoli Foundation for Contemporary Art. Painting and  photography are the mostly represented practices; our work, though, is  inspired by an integrated vision of the artistic production, not  confined within rigid protocols, that feeds on borrowings from, and  contamination with, other discourses. We seek to engage in our projects  authors that do not belong to the system of contemporary art, in a  spirit of hybridization and cross-contamination: philosopher Christoph  Menke (Frankfurt), political theorist Anthony Pagden (UCLA),  anthropologist Giulia Sissa (UCLA), and literary critic Pierpaolo  Antonello (Cambridge) have offered insights on the artists and the  projects, writing texts that have sedimented in the memory of the  gallery.

Our main focus is on the great themes of landscape and nature, but  these are canons that contemporary culture deconstructed through ironic  practices and subversions. A number of represented artists are at an  early-stage in their career, others are more mature and renowned, but  our overall objective is to escape the bounds of our space and gain an  international outlook. The gallery’s language is contemporary art, of  which has been said: “one may not like this stuff, but one cannot be a  participant in our times without experiencing it” (Pier Luigi Siena)