Cladonia Rapida

Adriano Valeri. In margine a Piero Gilardi

Understory, 40x51 cm, olio su tela, 2017 (1)

Questa mostra negli spazi della Galleria Marcolini prosegue la ricerca iniziata con la mostra collettiva Storie Naturali e presenta 12 opere di Adriano Valeri (Milano 1987) in un dialogo ideale con il lavoro di Piero Gilardi (Torino 1942). La pittura di Valeri capta uno sguardo benevolo attraverso l’uso di colori brillanti e acidi, che compongono però soggetti curiosi, lontani dalla pittura di paesaggio, creando un gioco di attrazione e straniamento. Le opere rivelano micro-luoghi invisibili all’interno di paesaggi urbani in cui la natura, completamente antropizzata, rioccupa spazi metropolitani deserti, paradossalmente inospitali all’uomo. Animali marginali e randagi (opossum, puzzole, talora cani randagi) figurano come forme di vita raminghe e solitarie, infelicemente inurbate in contesti costruiti dall’uomo ma disabitati e sterili. Cortili abbandonati e discariche raccolgono le testimonianze di un progresso di cui non conosciamo gli scarti: condizionatori, copertoni e macchine, alcune immaginarie (il “resluicer”), ricordano gli oggetti naturali/innaturali inventariati da Primo Levi nelle sue Storie Naturali, cose inumane e inutili di cui Valeri riscopre una possibilità di anestetica relazione con il nostro sguardo. Il lavoro di Piero Gilardi ha conosciuto quest’anno un’importante rivalutazione attraverso la grande mostra retrospettiva al Museo MAXXI di Roma, che ha storicizzato il profilo di un’artista capace di attraversare, lasciando segni importanti, molte stagioni nella storia dell’arte contemporanea. La dimensione poverista della sua ricerca costituisce una delle chiavi, spesso usata in maniera esclusiva per decifrarne il lavoro. La mostra presenta tre tableaux in poliuretano di piccole dimensioni di Piero Gilardi coi quali Valeri dialoga attraverso rimandi e citazioni. Il dialogo mette assieme una dimensione di etica sociale ed un realismo che ha nell’uso di colori elementari la sua forza persuasiva e le sue particolari virtù estetiche. Cladonia rapida è il titolo di un racconto breve di Primo Levi, raccolto nella silloge del 1966 Storie naturali, è la storia di un lichene intelligente che attacca le automobili e che trattiene la memoria dei percorsi passati interferendo con la guida; è la metafora di un confine un tempo certo tra il mondo delle macchine e quello della natura, un confine che sfumandosi apre lo sguardo su nuovi habitat e nuove forme di vita, sull’umanità dopo la natura.
This show at the Galleria Marcolini follows on a path begun with the collective exhibition Storie naturali in 2015. It shows 12 works by Adriano Valeri (Milano 1987) engaging the oeuvre of Piero Gilardi (Torino 1942). Valeri’s practice entices our gaze through a bright palette of colors; the subjects, though, are distant from canonical landscape painting and create an interplay of attraction and estrangement. The works unveil invisible micro-lieux within urban landscapes where nature is totally anthropised and has taken over deserted metropolitan spaces, now inhospitable to humans. Animals, decrepit and stray, (possums, skunks and dogs) feature as distant creatures, unhappily embedded in contexts built by humans but abandoned and sterile. Deserted junkyards and dumps gather the marks of a progress that leaves behind leftovers that we fail to acknowledge: air-conditioners, tires and machines, often made up by the artist (the “resluicer”), recall the natural/unnatural objects recorded by Primo Levi in his collection of short stories Natural Histories (1966), things inhuman and useless that Valeri exposes to our gaze, creating an an-esthetic form of relationship between us and them. Piero Gilardi’s oeuvre has been reassessed this year in the major retrospective show at the Museo MAXXI in Rome, stressing the artist’s ability to straddle different seasons in the history of contemporary art. The show at the Galleria Marcolini features three small tableaux in polyurethane that engage Adriano Valeri in a dialogue consisting of citations and references. Cladonia rapida tells the story of an intelligent lichen that spreads on motor vehicles; it holds the memories of past routes interfering with the drive; it is the metaphor of the borderline limit between the world of nature and the world of machines, a limit once fixed that is now fading, pointing in the direction of new habitats and forms of life, on humanity after nature.