Group Psychology
(and the analysis of the ego)

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“Nella vita psichica del singolo l’altro è regolarmente presente come modello, come oggetto, come soccorritore, come nemico, e pertanto, in questa accezione più ampia ma indiscutibilmente legittima, la psicologia individuale è anche, fin dall’inizio, psicologia sociale”. Sigmund Freud, 1921

 

La collettiva è la quinta mostra negli spazi della Galleria Marcolini e vede per la prima volta insieme i lavori di Gigi Scaria (New Delhi, 1973), Giovanni Lanzoni (Fusignano, 1979) e Romina Bassu (Roma, 1982). Il titolo rende omaggio al testo di Freud sulla psicologia delle masse pubblicato nel 1921, in cui lo psicanalista austriaco descrive la dinamica gruppo/individuo analizzando i fenomeni di aggregazione, defezione e scioglimento di un gruppo.
Partendo da un Untitled dell’artista indiano Gigi Scaria (presente alla Biennale di Venezia del 2011), Lanzoni e Bassu hanno realizzato un’opera ad hoc per la mostra, creando in questo modo un trittico. Seguendo questo lavoro di Scaria, il cui soggetto è un insieme di sedie vuote, non occupate da alcuna presenza umana, anche gli altri artisti si sono concentrati sull’oggetto vacante, potente metafora visiva della dinamica presenza/assenza tipica dell’essere in gruppo.
Tre sono i lavori di Scaria presenti in mostra, tra cui, Who deviated first, una fotografia in bianco e nero che raffigura l’iconica scultura di Roy Choudhury, artista indiano il cui stile fu influenzato da Giacometti e Moore. Questa scultura descrive un momento della marcia del sale, avvenimento portante della rivoluzione non violenta di Gandhi e simbolo di una riconquista di libertà da parte del popolo indiano. Il tema del gruppo è trasversale a tutta la produzione artistica di Scaria; anche nei suoi dipinti e video, Scaria descrive infatti le evoluzioni urbanistiche (e sociali) della sua terra, mutamenti caratterizzati da forze antagoniste quali globalizzazione e localismo.
Per Group Psychology Giovanni Lanzoni presenta vari collage, alcuni di grandi dimensioni, tutte opere che mettono in scena gruppi, spesso in interni, alludendo così alla dinamica tra individui e ai loro spazi abitativi, ricreativi e di lavoro. Per Lanzoni il gruppo non è solo quello composto da esseri umani, ma anche un insieme di piumati, ad esempio, quello degli uccelli posizionati sulla scala al centro di White House Museum. Spesso nelle raffigurazioni di gruppo di Lanzoni si evince una presenza trascendente, come in Bonsai Club (Contest) in cui vari 9 uomini si schierano e gareggiano in questa competizione di potatura delle mini piante giapponesi. Gli individui, quasi ossimorici nella loro stonante eterogeneità, sono connessi da un principio unificante che è in questo caso la passione ‘di gruppo’ per un’attività ‘ricreativa’.
Stessa metafisica per le opere di Romina Bassu; la pittrice romana prende gli anni Cinquanta come suo referente culturale ed estetico e attraverso il suo pennello retro-spettico, elabora sintetiche narrazioni visive in cui il lavoro, e quindi il team lavorativo spesso corporativo, la divisione sociale tra uomo e donna e i relativi stereotipi di genere sono le idee protagoniste. Una delle opere in mostra, realizzata per questa collettiva in Galleria Marcolini, è Organigramma, il cui significato letterale si presta a riassumere il senso di Group Psychology, ovverosia una rappresentazione grafica dell’insieme più o meno organico di individui che nel abitano lo stesso spazio (nella fattispecie un ufficio).